Campi Magnetici in gioco nel Sistema Solare (Prima parte) |
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| Astronomia - Nozioni di astronomia |
| Mercoledì 20 Maggio 2009 11:40 |
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Questa introduzione non vuole fregiarsi del titolo di “trattato astronomico”, vuole solo dare una breve descrizione del Sistema Solare e dei principali “attori” sul palcoscenico dell’Eclittica in quanto credo sia importante considerare il nostro Sole come parte di un sistema più complesso.
Il Sistema Solare è costituito da 8 pianeti principali, suddivisi a loro volta in due differenti classi di appartenenza. Ci sono i pianeti rocciosi, di cui la nostra Terra fa parte, sono i 4 più vicini al Sole, la Terra è il più grande dei quattro e la loro composizione è piuttosto costante, silicati di ferro e alluminio, calcio e manganese, elementi complessi generati in una catastrofica esplosione di più supernovae avvenuta 5 miliardi di anni fa nelle immediate vicinanze del Braccio di Orione che generò le protostelle T-Tauri con i loro protosistemi tra cui la nube molecolare da cui si formò il Sole e il suo Sistema. Di questo ne parleremo più avanti in questo POST, quando parleremo nel dettaglio del Sole, abbiamo detto quindi che i “Pianeti Terrestri” (così vengono classificati Mercurio, Venere, Terra e Marte) sono solo la metà in numero di tutti i pianeti del nostro Sistema ma meno del 10% in massa, infatti bisogna volare oltre Marte e la Fascia degli Asteroidi, pasando la Frost Line per entrare nel dominio dei Supergiganti Gassosi, questi sono: Giove, Saturno, Urano e Nettuno. A differenza dei pianeti Terrestri i supergiganti gassosi non hanno una crosta solida e un nucleo fuso, come la Terra che ha il suo core fatto di ferro fuso sul quale “galleggia” un mantello solido, essi hanno un nucleo solido molto piccolo come diametro, costituito da carbonio e silicio per Giove ad esempio, attorniato da uno strato molto spesso di idrogeno allo stato metallico sul quale vi è un oceano di idrogeno e elio liquido (sempre per Giove). Saturno è il successivo SuperGigante che troviamo dopo Giove, è in assoluto il più spettacolare pianeta del nostro sistema in quanto sfoggia vistosi anelli che si pensa possano essere ciò che resta di una luna avvicinatasi troppo al pianeta e letteralmente stritolata dalla forza di gravità. Il successivo gigante gassoso è Urano seguito da Nettuno, qui finiscono i pianeti entrando nel dominio dei Plutoidi, satelliti rocciosi catturati dal campo gravitazionale solare. E’ inutile in questa sede approfondire oltre la conoscenza dei supergiganti gassosi, facciamo il punto su quello che servirà per meglio comprendere le teorie fisiche che serviranno per capire i concetti che andremo ad illustrare. Il Sistema Solare, qualche dettaglio sul Sole e sui pianeti con elevato campo magnetico presenti oltre la Cintura degli Asteroidi.
IL SOLE (fonte = http://it.wikipedia.org/wiki/Sole)
La nostra stella è quindi una tra le più comuni presenti nell’Universo, essa al momento si trova attualmente nella sequenza principale del diagramma Hertzsprung-Russell, ovvero in una lunga fase di stabilità durante la quale l’astro genera energia attraverso la fusione, nel suo nucleo, dell’idrogeno in elio; la fusione nucleare inoltre fa sì che la stella sia in uno stato di equilibrio, sia idrostatico, ossia non si espande (a causa della pressione di radiazione delle reazioni termonucleari) né si contrae (per via della forza di gravità, cui sarebbe naturalmente soggetta), sia termico. Una stella di classe G2 come il Sole impiega, considerando la massa, circa 10 miliardi (10^10) di anni per esaurire completamente l’idrogeno nel suo nucleo.
Il campo magnetico del Sole ed in particolare il vento solare genera un bolla nel mezzo interstellare che si estende da 0.1 U.A. (1 U.A. = distanza media Terra-Sole), circa 20 Raggi Solari, fino alle regioni più esterne del Sistema Solare; è questo quello che si intendeva come Omega-Effect nel POST della volta scorsa, la magnetosfera solare o eliosfera, devia i raggi cosmici provenienti da catastrofiche esplosioni di Supernovae lontane moltissimi anni-luce (a.L.) dal Sistema Solare stesso ed è causa-effetto della dinamo solare che regola i cicli undecennali del nostro astro. Il campo magnetico del Sole è di 10^-4 Tesla = 1 Gauss. GIOVE
Giove è il primo pianeta dopo la fascia degli asteroidi, è il più massiccio di tutto il sistema planetario: la sua massa corrisponde infatti a 2,468 volte la somma di quelle di tutti gli altri pianeti messi insieme. Classificato come supergigante gassoso è costituito essenzialmente da idrogeno (89.9%) e elio (1.2%) con altri elementi pesanti che però non vanno come numero atomico oltre lo zolfo. La sua struttura interna è presumibilmente coerente con un core solido costituito da carbonio e silicio, questo “core” ha un diametro molto contenuto, sopra di esso si trova un mantello di idrogeno metallico, segue un oceano di elio e idrogeno liquido allo stato molecolare per finire con una turbolenta atmosfera che conferisce al pianeta il classico “bendaggio” atmosferico.
SATURNO
E’ il secondo Supergigante Gassoso, dopo Giove è il secondo pianeta più massiccio del Sistema Solare, come composizione è molto simile a quella di Giove, si pensava inizialmente che la loro genesi fosse comune anche se poi alcuni dati ottenuti con le missioni spaziali questa teoria è stata smentita. URANO
NETTUNO
L’ultimo pianeta del Sistema Solare, è il secondo “gigante ghiacciato”, la sua composizione interna rispecchia quella del suo vicino Urano, come tutti questi pianeti presenta una intensa magnetosfera che all’equatore è stimata essere di 1.42 microTesla, si estende verso il Sole fino a 25-30 raggi nettuniani, 72 raggi nettuniani invece è l’estensione dal lato opposto del Sole. Tutti e quattro i pianeti “esterni”, che si trovano oltre la “frost-line”, hanno due peculiarità in comune: 1- Campi magnetici molto forti e magnetosfere decisamnete estese e organizzate, soprattutto per quanto riguarda Giove e Saturno. 2- Emettono più energia di quella che ricevono dal Sole, si pensava fino a poco tempo fa che il meccanismo di Kelvin-Helmholtz fosse alla base di questo “surplus” di energia anche se nemmeno questo fenomeno giustifica la quantità di energia eccedente. |








Sebbene simile ai due giganti Giove e Saturno, Urano e Nettuno sono trattati dagli astronomi come una classe separata di pianeti: “I Giganti Ghiacciati”. La loro composizione è infatti leggermente diversa rispetto a quella di Giove e Saturno con una maggior quantità di “ghiacci” costituiti da acqua, ammoniaca e metano allo stato solido.